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Come è andato lo streaming nel 2019 e cosa ci aspetta per il 2020

Lo streaming è un mondo in veloce evoluzione. Quello che assistiamo oggi in questo settore, è molto diverso da quello di qualche anno fa. Svelati negli ultimi mesi molteplici servizi nuovi. Se il colosso che vine ce su tutti è sempre Netflix, per il nuovo anno si apprestano ad arrivare interessanti novità.

Vediamo nel dettaglio.

Netflix senza limiti

C’è stato un periodo in cui Netflix era l’unico modo per vedere contenuti streaming online. L’azienda è stata la prima a portare una vera rivoluzione nella distribuzione dei film digitali. Nei primi anni del 2000 non aveva praticamente alcun rivale e non Redbox (piattaforma che ha avuto un discreto successo oltreoceano). Ma come abbiamo detto i tempi si sono evoluti e le cose sono molto cambiate. Come scriveva il Washington Post qualche settimana fa, se Netflix un tempo aveva il merito di possedere il futuro della televisione perchè era il solo a farlo, oggi è uno tra i tanti che offrono questo servizio.

La piattaforma ha piano piano iniziato a mettere da parte i contenuti creati da terzi per puntare su una programmazione originale e creata internamente all’azienda.

Anche i prezzi dell’azienda sono cambiati nel tempo sopratutto nell’ultimo anno. A luglio infatti il prezzo dell’abbonamento Basic è aumentato portando ad una diminuzione del 10% degli abbonati nel mese di agosto (qui potete vedere i dati ufficiali).

Quindi, con i consumatori non più soddisfatti di Netflix, quale sarà il futuro di questa vecchia macchina da guerra che non aveva rivali?

Il lancio di Disney +

Se molti hanno visto il lancio di Disney+ come un’eccessiva attività egocentrica,altri l’hanno vista come il vero salto di qualità. L’azienda infatti vanta la possibilità di essere conosciuta a livello mondiale come una pietra miliare della creazione mondiale per bambini.

Il pubblico a cui Disney + si è fin da subito diretto è stato però diverso. Come è tipico dalla Disney Company, il servizio Disney + si è originariamente commercializzato come servizio adatto ai bambini proponendo veri e propri contenuti a misura per i più piccoli.

Ma come ha fatto l’azienda ad attirare l’attenzione di tutto il mondo vero il suo prodotto? Creando un oggetto ad hoc: Baby Yoda. E l’azienda ha aumentato il suo interesse creando anche dei giocattoli a tema per un contenuto comunicato esclusivamente tramite il canale streaming. Pubblicità su pubblicità che con il passaparola avrebbe spinto le persone verso Disney +. Marketing riuscito: nel giro di poche settimane, Baby Yoda è stata oggetto di più conversazioni online di qualsiasi candidato presidenziale degli Stati Uniti del 2020.

Le altre piattaforme streaming più famose in Italia

I produttori di contenuti originali non si fermano qui: la più grande rivelazione dell’anno è sicuramente Amazon Prime Video che viene offerto da Amazon per i suoi abbonati Prime. La piattaforma offre molti titoli interessanti come ad esempio Good Omens, The Terror, Fleabag. Voci di corridoio dicono anche che per il nuovo anno ci aspetterà il prequel del Signore degli anelli. Dopo una iniziale prova gratuita di un mese, si può accedere al servizio pagando i 36 euro annuali che comprende anche il servizio normale di Amazon Prime per la consegne veloci.

Now Tv (servizio gestito da Sky) tende a proporre i contenuti film e serie trasmessi dal l’emittente televisiva a pagamento: interessanti i contenuti esclusivi offerti come Game of Thrones o i successi Hbo, insieme a serie originali Sky come The Young Pope e Gomorra.

TimVision è un’altra piattaforma che però non sta riscuotendo il successo che ci si aspettava. Con un prezzo di 5 euro al mese, il servizio offre on demand serie tv, film e altri programmi d’intrattenimento.

Per gli amanti dello sport invece, la piattaforma preferita sarà Dazn che dal 2017 è disponibile anche in Italia. Il suo servizio offre per 9,99 euro al mese 3 partite di Serie A a giornata, tutta la Serie B, la Liga, la Ligue 1 oltre che ad una ricca programmazione parallela.

Conclusioni

Ma cosa significa questo per i consumatori? Al momento, significa che ci sono una moltitudine di piattaforme con contenuti diversi. Ma quanto tempo passerà prima che tutti questi servizi venganomesi insieme da

Bisogna chiedersi quanto tempo passerà prima che qualcuno crei un pacchetto che metterà insieme tutti questi servizi e poi torneremo da dove siamo partiti. Tuttavia oggi come oggi, la questione è rispetto a quanti soldi si vuole spendere più che per il contenuto che si vuole guardare.

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